Chiese

Chiesa di San Pietro

La chiesa risalente all’XI-XII secolo d.C., situata nell’omonimo quartiere e costruita sulle rovine di un edificio romano, presenta uno stile romanico con influenze arabo-normanne. Sulla facciata tripartita, con tre portali, spiccano lateralmente due campanili caratterizzati da cupole emisferiche.

A tre navate, sull’ingresso è collocato un bassorilievo marmoreo di età imperiale proveniente dal monumento sepolcrale di Lucio Sitrio Modesto. Al suo interno presenta una particolare cappella laterale dove vi è un altare marmoreo con antiche colonne in porfido ed un sarcofago del IV-V secolo sul quale è incisa un’iscrizione latina.

 Di notevole importanza le due tele seicentesche, di ambito napoletano, raffiguranti la Madonna delle anime purganti e la Madonna del Rosario con i santi domenicani. Nel soffitto i dipinti di Nicola Gaglione raffiguranti la Crocifissione di San Pietro e la Guarigione dello storpio (1964).

Chiesa di San Giovanni

La chiesa, legata al nome di Luigi Vanvitelli, è una delle più importanti architetture dell’Irpinia e sorge alla fine del Viale San Giovanni. Ha la pianta a croce latina, ad una sola nave, con transetto poco profondo e abside poligonale. La facciata presenta un aspetto tipicamente settecentesco.

Il campanile della chiesa sorge sulla sinistra del prospetto staccato da essa d circa due metri.

All’interno i capitelli, in stile vanvitelliano, sono realizzati alla fine del Settecento da maestranze locali. La forma della cupola è ogivale, la sommità è chiusa da una lanterna cieca a forma di medusa; si può ammirare l’altare dei Principi Colonna, realizzato a fine Settecento e dedicato all’Immacolata.

Il coro di inizio Ottocento è in legno intagliato.

Ad accrescere la rilevanza di questa chiesta è la presenza dei dipinti di grandi artisti: il Cristo Redentore con i simboli della Passione (1581) di Decio Tramontano, San Vincenzo Ferreri che salva un muratore da una caduta del Settecento napoletano, la Madonna con Bambino tra sant’Anna e san Giuseppe, con i Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Sebastiano del primo decennio del ‘700 di Nicola Malinconico (quest’ultimo oggetto delle mie recenti pubblicazioni), la Vergine in gloria con i santi (1821) e la Pietà di Odoardo Fischetti.

Chiesa dei Santi Martiri Nazario e Celsio

Viene costruita tra il IX e l’XI secolo. Il Canonico Alfredo Maietta nel 1899 ne finanzia i lavori di ripristino e il 28 luglio dello stesso anno viene riaperta ai fedeli.
Al suo interno, nella zona absidale, si conservavano degli affreschi risalenti al 1700.

Convento dei Frati Minori Osservanti

La chiesa di Corso Vittorio Emanuele, annesso al convento dei Frati Minori Osservanti, viene costruita tra il 1580 ed il 1589. Sulla facciata si nota lo stemma caratterizzato da un cinghiale con tre monti.

L’ingresso principale avviene attraverso un pronao composto da tre arcate a tutto sesto in pietra poggianti su colonne di granito.

Le arcate sono chiuse completamente da un cancello in ferro dell’Ottocento. Il pronao, rettangolare, è coperto da tre volte a crociera intonacate di bianco; le lunette perimetrali rappresentano l’agiografia di San Francesco (1765).

La chiesa è composta da un’unica navata rettangolare, scandita da cinque arcate laterali a tutto sesto. L’altare maggiore, datato 1781, è composto da marmi policromi. Il coro, realizzato da maestranze locali in legno scolpito e dipinto, reca la data 1705. In sagrestia vi è il sarcofago del Capitano spagnolo D.Matteo Valezuela ai servigi del Duca di Tursi. Il chiostro viene edificato agli inizi del Seicento e completato, unitamente agli affreschi raffiguranti gli episodi della vita del santo francescano e alla cisterna, verso la metà del XVII secolo. Si presenta a pianta quadrata ed è composto di ventiquattro archi, poggianti su colonnine marmoree, sulle cui basi di piperno scolpito vi sono losanghe e rosoni. In uno degli elementi decorativi scolpiti su di una imposta degli archi vi è raffigurato un Angelo annunziatore e la Vergine e, al di sotto, le iniziali del committente, il benefattore Palmiero Maietta; reca la data 1601.

 

Nel Convento possiamo trovare importanti testimonianze figurative: l’”Imago Trinitatis” e le martiri Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia e Sant’Agata del ‘500, dipinto di Grazia o Grazzi Leonardo detto Leonardo da Pistoia ( attr.), la Madonna del Carmine e la Vergine incoronata con Banbino e i Santi Francesco e Giovanni Battista, tavola cinquecentesca di Silvestro Buono (attr.) la Deposizione, che si colloca tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 (richiama l’arte del fiammingo Wenzel Cobergher) e di questo stesso periodo è anche l’Annunciazione collocata dietro l’altare maggiore.

Nel soffitto si ammirano i dipinti di Giuseppe Castellano e dello stesso sono le due tele ai lati dell’Annunciazione raffiguranti la Visitazione della Madonna a Sant’Elisabella e il sogno di Giuseppe e la Cena in Emmaus (1724), nella semivolta dell’abisde. Inoltre, nel Convento, sono collocate anche l’Immacolata Concezione (1779) di Vincenzo De Mita e il dipinto di Antonio Sarnelli: Ant.ny Sarnelli 1789.

Chiesa dei sette preti

La chiesa compare nelle Sante Visite episcopali del XVI-xvii secolo. Collocata in Via Cappella, all’interno campeggiava sull’altare maggiore, fino agli anni Ottanta del Novecento, il dipinto seicentesco, su tavola e raffigurante la Visitazione della Madonna a Sant’Elisabetta di artista napoletano del XVII secolo. Trasportato nella vicina chiesa di San Romano, in seguito viene trafugato. L’opera sembra avere come modello un’incisione, riportata in un libretto devozionale dell’epoca e realizzata dal celebre incisore Johan Sadeler, su disegno di Maarten de Vos.

Chiesa di San Romano

La chiesa, situata nell’omonimo quartiere, è databile al XVI secolo. Nel 1710 Don Giovambattista Majetti costruisce la canonica collegandola alla chiesa attraverso l’utilizzo di un’arcata (tutt’ora visibile) sotto cui passa la strada e che sorregge il campanile. Sull’altare maggiore campeggia la statua dedicata al Santo e ai lati dell’altare vi sono gli stemmi del canonico Salvatore Lombardi, che nel 1842 rinnova la chiesa ampliandola e conferendole l’aspetto attuale.

Collocato sulla parete laterale destra, si conserva uno splendido dipinto cinquecentesco che ritrae la Madonna delle Grazie o del suffragio e anime purganti vicino alla maniera di Silvestro Buono e sulla parete laterale sinistra vi è la tela ottocentesca con l’Addolorata.

Nel soffitto un’opera ottocentesca raffigurante la conversione di San Romano.

Addossata alla chiesa è la Cappella dei Beati Morti caratterizzata dalla presenza di un portale di piperno scolpito, sul cui timpano ad arco spezzato, si trova un’edicola raffigurante l’Addolorata dipinta su ceramica del XVIII secolo.

Chiesa di San Ciro

La chiesa si trova nella frazione Purgatorio di Avella e risale ai primi decenni del XVII secolo. La facciata si presenta divisa in tre ordini di altezza con campanile. L’interno si caratterizza per un’unica navata rettangolare, scandita da due arcate laterali a tutto sesto con cappelle contenenti ciascuno un altare marmorea settecentesco.

L’altare maggiore marmoreo viene eseguito da maestranze campane intorno al 1780. La volta realizzata nello stesso periodo mette in evidenza l’arte di Michele Ricciardi e della sua cerchia; sull’altare maggiore vi è il dipinto raffigurante Cristo Redentore ed anime purganti e nel soffitto un olio su tela raffigurante la Trinità e Madonna della anime purganti. Inoltre è presente la statua di San Ciro, festeggiato il 31 gennaio.

Chiesa di Santa Candida

La chiesa è in un’unica navata terminante con un’abside in cui si trova l’altare maggiore e sopra il tabernacolo campeggia la statua di Santa Candida. Ai lati della navata tre cappelle laterali dotate di altari marmorei costituiti da statue e da immagini in cui spicca il dipinto settecentesco raffigurante Santa Candida.

Cappella Maria Santissima del Carmine

La cappella sorge all’incrocio tra Via Casafalcione e Via Madonna del Carmine. Ad un’unica navata, il portale d’ingresso si presenta incorniciato da una lunetta recante l’affresco raffigurante la Madonna del Carmelo ed un angelo che accompagna una devota. Accompagna il dipinto, l’iscrizione: “PATRONUS EQUES ERNESTUS GRAGNANI”. La cappella viene demolita nel 1916 e ricostruita, ampliata ed arredata a cura del patronato del cav. Ernesto Gragnani e così Agnello Renzullo, vescovo di Nola la intitola in onore della SS.ma Vergine del Carmelo.

Sull’altare maggiore, incorniciata da una splendida edicola, sorretta ai lati da due colonne corinzie, colpisce l’affresco raffigurante la Madonna del Carmelo con il Bambino posta tra splendidi motivi vegetali in stucco. Sulla parere laterale destra dell’ingresso la nicchia con una straordinaria statua di Maria Santissima del Carmine.

Chiesa dell’orfanatrofio

La chiesa è situata nell’omonima strada, al di sotto di un antico arco al di là del quale si trovano un antico portone, recante sulla chiave di volta uno stemma araldico ed altri ambienti aperti che probabilmente facevano parte di un antico complesso architettonico.

La chiesa si presenta come un unico ambiente adibito a cappella dedicata a San Filippo Neri. Dietro alla balaustra marmorea, si colloca l’altare maggiore, al cui centro è presente l’immagine di Cristo, incorniciato da due paraste ioniche.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa sorge in Via Madonna delle Grazie (Piazza Papa Silverio). Ad un’unica navata, sulla destra dell’ingresso vi è la cappella recante la statua di Sant’Antonio da Padova e di fronte quella di Gesù Misericordioso. L’altare maggiore presenta ai lati due Angeli reggi candelabro dalle vesti rosa e celeste, e al centro, all’interno di un’edicola retta da angeli, è collocata la statua della Madonna delle Grazie accompagnata dall’immagine di due Angeli con le trombe.

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